Silent Wall è un’esigenza di espressione artistica caratterizzata da una duplice anima, il serio e il faceto. Un insieme che trae ispirazione dall’osservazione critica del passato, talvolta con ammirazione, talvolta con distacco.
L’album
Silent Wall Recording Album 01
Silent Wall Recording Album 02
Silent Wall Recording Album 03
Silent Wall Recording Album 04
Silent Wall Recording Album 05
Silent Wall Recording Album 06
Silent Wall Recording Album 07
Il primo album in studio Coniuga la creatività personale del compositore matteo boccadamo e quella dei singoli interpreti, inserendosi in una narrazione che sbircia alcuni aspetti della storia umana. Il filo conduttore è l’osservazione del tempo, che nonostante il suo scorrere permette di porre a confronto personaggi, ambientazioni e frangenti. Testi e suoni operano similitudini o evincono contrasti tra passato e presente, con fare sarcastico o drammatico. prodotto da andrea pilloni, è stato registrato al crossroads recording studio, uscito per be next e distribuito universal music italia.
L’Arma Bianca
Il primo singolo estratto è l’arma bianca. Il brano riflette su come la guerra abbia attraversato i secoli, trasformandosi nelle sue forme ma non nella sua brutalità. Per gran parte della storia, i conflitti si combattevano con armi che richiedevano esperienza, abilità fisica e strategia, mentre oggi la tecnologia ha rivoluzionato il concetto stesso di battaglia. “L’arma bianca” immagina l’incontro tra un soldato moderno e uno antico: due epoche a confronto, accomunate dalla stessa violenza, ma separate da un cambiamento radicale nei valori militari, nella mentalità dell’offesa e nell’approccio al nemico.
L’arma Bianca Recording 01
L’arma Bianca Recording 02
L’arma Bianca Recording 03
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Sotto Coperta
Il secondo singolo sfida i cliché sulla vita di marinai e pirati interrogandosi sullo stereotipo della virilità mascolina e immaginando i rapporti di una ciurma poco sobria e libertina che non tocca terra per settimane. Il videoclip ufficiale, curato da Domenico Manzo offre uno stimolo di riflessione e sensibilizzazione contro i pregiudizi dell’omotransfobia. La metafora marina diventa un invito: non serve travestirsi per essere liberi, basta cambiare prospettiva, lasciarsi trasportare, come in un viaggio per mare.